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Simon Fletcher. Paesaggi dell'anima / spiritual landscapes

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Simon Fletcher. Paesaggi dell'anima / spiritual landscapes
Luogo: Pinacoteca Provinciale di Salerno. Palazzo Pinto. Salerno
Evento dal 21-05-2016
al 11-07-2016
invito fletcher

Realizzata con il patrocinio della Provincia di Salerno e del Comune di Salerno nell’ambito della manifestazione “Salerno PorteAperte”, la mostra curata da Massimo Bignardi propone una selezionata scelte di opere che Fletcher ha realizzato nei lunghi soggiorni a Ravello, dal il 1994 alla fine del decennio, provenienti dall’Archivio Ravello Contemporanea: nelle sale di Palazzo Pinto quaranta opere, tra acquerelli e pastelli gessosi, disegnano un itinerario tra i luoghi della Costa di Amalfi e, in particolare, la scena magica e metafisica di Ravello.
«Siamo stati ben lieti – scrive nella presentazione Giuseppe Canfora, Presidente della Provincia di Salerno –, di accogliere e condividere il progetto di questa mostra organizzata dall’Archivio Ravello Contemporanea, sia per l’importanza che essa assume, proponendo al pubblico, e per la prima volta, le opere dell’artista inglese, da anni residente nel Sud della Francia (acquerelli, pastelli realizzati nel corso dei suoi frequenti e lunghi soggiorni sulla Costa d’Amalfi e, in particolare, a Ravello); sia per la possibilità di aprire un contatto con la realtà dei giovani studenti e studiosi d’arte, di trasferire loro la necessità di conoscere il proprio patrimonio, rappresentato dal “paesaggio”, che da secoli alimenta la fantasia di pittori, scrittori, letterati, che da tutto il mondo giungono sulla Divina Costiera. Farli sentire effettivamente europei, cioè parte attiva di una realtà che supera ogni confine e ogni campanile: l’Europa è innanzitutto un'identità culturale, che ha radici e valori comuni».
«Aver condiviso la realizzazione di questa mostra per l’Amministrazione comunale di Salerno – rileva il Sindaco Vincenzo Napoli – rappresenta un momento significativo che si inserisce nella logica di una promozione del suo ruolo di indotto essenziale all’intero sviluppo turistico della nostra realtà. Una realtà che giorno dopo giorno si va affermando sulla scena europea ed internazionale, con le sue architetture contemporanee che ben s’intrecciano, senza sovrapporsi, con il patrimonio che la storia ci ha lasciato. È anche l’occasione per proporre, nell’ambito di una manifestazione qual è “Salerno PorteAperte”, un evento culturale di grande e significativa portata, capace di parlare ai giovani, mostrando loro l’incanto di una scena, quella della Costa di Amalfi che da secoli ha affascinato ed affascina genti di ogni nazione».
Una scelta che ben «si cala in un momento di grande rinascenza della città, osserva Ermanno Guerra Assessore alla cultura del Comune di Salerno, da tempo laboratorio di un nuovo “stile” di città contemporanea. Uno stile che bilancia la ricchezza di un patrimonio storico, di un racconto che ci lega al passato, con le prospettive attuali che le nuove architetture stanno disegnando alla città».

«Nell’esperienza artistica di Simon Fletcher, “tra i più grandi acquarellisti viventi”, come l’ha definito Reinhard Müller-Mehlis recensendo, nei primi anni Novanta, il lavoro dell’artista di Birmingham sulle colonne del “Münchner Merkur“, l’incontro con la Costa di Amalfi e in particolare con Ravello, segna una tappa importante» scrive Massimo Bignardi nel saggio al catalogo. «Questi acquerelli improntati da macchie che spandono trasparenze di colori come luce che affiora dal fondo e da segni che, corsivi, riscrivono l’architettura quale geografia di percorsi costruiti nei secoli dall’uomo, testimoniano d’un incontro con quella «costa scintillante», come la ebbe a definire Simone de Beauvoir, con «il biancore dei vecchi villaggi greci, decorati di azalee azzurre e oro». Identica visione della Costa raffigurata da Max Pechstein nell’acquerello passato in asta da Van Ham Kunstauktionen nel 2001, Cascata a Positano, eseguito con altri appunti di viaggio, nella primavera del 1925. è la stessa sulla quale plana lo sguardo di Maurits Cornelis Escher nella celebre litografia Ravello e la Costa di Amalfi, del 1931.
La prima rivelazione per Fletcher è stata la metafisica prospettiva che la piazza centrale di Ravello offre al ‘viaggiatore moderno‘, con le architetture del Duomo e della torre di Villa Rufolo che si fronteggiano. Al centro, come in un dipinto del periodo ferrarese di De Chirico, è l’atmosfera sospesa della piazza che Simon svuotata di qualsiasi presenza, come se la priorità fosse quella di definire il suo rapporto con una nuova scena, cogliendo le cifre essenziali dell’identità del luogo: la fede e la storia».

In occasione della mostra è stato pubblicato, per i tipi di Gutenberg Edizioni, il volume Simon Fletcher, paesaggi dell’anima /spiritual landscapes, con saggi di Massimo Bignardi, Luca Mansueto e Pasquale Ruocco, accompagnati da un ampio repertorio di tavole a colori ed apparati biografici e bibliografici.

SIMON FLETCHER nasce a Birmingham in Inghilterra, anche se la sua origine è a metà strada tra quella tedesca ed inglese. Bachelor in “fine art” dopo gli studi, tra il 1967 e il 1975, al St. Albans, al Watford Art Schools e poi all’University College per le arti creative di Farnham. Perseguendo uno dei suoi interessi principali, studia l’architettura del paesaggio con Peter Coates, prima dell’installazione della sua azienda nel 1976. Vince il primo premio bandito dall’Associazione Britannica delle Industrie di Paesaggio nel 1980 per un giardino privato nel Hampshire. Tra la metà degli anni Settanta e il 1982 compie diversi viaggi in Europa e in Africa, partecipando a diverse esposizioni, periodo nel quale, per due anni, dirige la Oxford Printmakers Co-operative. Nel 1982 si trasferisce nel Sud della Francia per concentrarsi sulla pittura. Qui inizia a porre una maggiore attenzione alla tecnica dell’acquerello, che lo porta ad esporre in tutta Europa e ad un numero crescente di pubblicazioni: nel 1983 riceve il Diploma d’Onore al Salon d’Agde
in Francia e vince il primo premio per l’acquerello del Mouvement Artistique Française. In occasione del Salon International de Bedarieux, riceve la medaglia di bronzo, mentre nel 2000, per l’acquerello, quella d’oro al Salon International de Beziers. Inizia ad essere presente in molte collezioni pubbliche e private, come l’Università di Oxford e la Biblioteca Nazionale di Parigi. Il suo lavoro è patrocinato da numerose aziende multinazionali: tra queste la Telecom tedesca che sostiene la mostra tenuta a Monaco di Baviera nel 1997; la Hitachi International che sponsorizza la pubblicazione del volume e la mostra “The Way of the Moving Brush” tenutasi nel 2000; la British Embassy di Oman per la mostra tenutasi nel 2004; la James Rothschild che ha sponsorizzato la mostra al St James Place nel 2006.
Tra le principali mostre personali e presenze in collettive si segnalano quelle, tra il 1976 e il 1980, tenute presso Aberbach Fine Art di Londra; le esposizioni alla National Portrait Gallery, sempre a Londra nel 1980 e nel 1981. Dal 1983 al 2000 è presente a varie fiere internazionali d’arte in Germania con la Gallery Richard Hartmann di Monaco di Baviera e con la Galerie N. Blaeser di Dusseldorf; nel 1997 tiene una personale a Ravello, patrocinata dal Comune di Ravello, promossa da Bruno Mansi. Nel 2004 è presente nella collettiva organizzata dalla Bohun Gallery di Henley con David Remfry, Allan Jones, Peter Blake, Bill Jacklin; mentre nel 2008 alla mostra “Anima”, tenutasi a Londra, nella quale figuravano opere di Peter Blake, Louise Bourgeois e Damien Hirst.
Sue opera figurano in importanti collezioni pubbliche europee ed America, tra queste: la Oxford University, la Bibliotheque Nationale di Parigi, la Warburg Merchant Bank di Londra, la Foundation Pro Castellione, in Svizzera; la März ela Hitachi Corporation in Germania, la Kunst & Kultur Aschau di Monaco di Baviera, la Siemens Germany, l’ Economist di Francoforte, la H R H del Sultano di Oman e nella collezione di H R H Zayed Al Nahyan ad Abu Dhabi.


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