Questo il testo letto in aula in occasione della seduta di insediamento del nuovo Consiglio del Forum dei Giovani della Provincia di Salerno di venerdì scorso dal coordinatore Karol Potolicchio, prima del minuto di raccoglimento in ricordo degli Internati Italiani (IMI) nei Campi di Concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
PROVINCIA DI SALERNO
FORUM DEI GIOVANI
GIORNATA IN MEMORIA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI
DEL 20 SETTEMBRE 2026
"Care Ragazze e cari Ragazzi del Forum,
la Legge 13 Gennaio 2025 n. 6, ha riconosciuto nella data del 20 Settembre la “Giornata degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale” al fine di conservare la memoria dei cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento, ove subirono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto, a causa del proprio rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.
La ricorrenza ha anche lo scopo di onorare la memoria di tutti i militari italiani uccisi a causa del rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica sociale italiana, dopo l’armistizio.
Per celebrare l’alto valore storico, morale ed educativo della Giornata, per conservare la memoria di quel tragico e terribile periodo e per trasformarne il ricordo in un messaggio di pace rivolto soprattutto alle giovani generazioni, il Prefetto di Salerno e il Presidente della Provincia di Salerno ci hanno invitato ad organizzare un momento di commemorazione e di riflessione.
Noi, non vogliamo celebrare una data qualunque: il 20 settembre ricordiamo oltre 650.000 Internati Militari Italiani e tutti i Figli della nostra provincia di Salerno che hanno pagato con la prigionia e con la vita la Loro fedeltà alla libertà.
Non erano eroi di professione. Erano ragazzi come noi. Avevano 19, 20, 22 anni. Erano Soldati del nostro Esercito.
Dopo l'8 settembre 1943, l'Italia si spezzò. A quei Ragazzi l'esercito tedesco diede una scelta: continuare a combattere con loro, oppure essere deportati.
Loro dissero NO!
Un NO detto senza armi, senza violenza. Un NO pagato con due anni di fame, di freddo, di lavoro schiavo nei lager tedeschi. Molti non tornarono più. Chi tornò, tornò in silenzio, con poche decine di chili addosso e una dignità immensa.
Per decenni li abbiamo chiamati semplicemente "prigionieri". Ma non lo erano. Erano Internati. E quel NO è stato la prima, vera forma di Resistenza. Prima ancora delle montagne, prima ancora dei partigiani, c'è stato il loro rifiuto.
Perché abbiamo il dovere e l'onore di ricordarli?
Perché a noi, giovani di questo Forum, viene chiesto di fare scelte ogni giorno. Più piccole, certo, ma altrettanto decisive. La scelta di non voltarsi dall'altra parte. Di non adeguarsi quando qualcosa non è giusto. Di restare fedeli a un'idea di libertà e di dignità, anche quando costa.
I nostri Internati ci insegnano tre cose:
1. Che la libertà non è mai gratis.
2. Che dire NO a volte è più coraggioso che dire SÌ.
3. Che la memoria non è nostalgia del passato, ma responsabilità per il futuro.
Come Giovani della Provincia, abbiamo il dovere di non lasciare che i Loro nomi scompaiano. Molti di loro erano di Salerno, della provincia, della nostra terra. Erano i nostri nonni.
Il nostro impegno è questo: fare in modo che il 20 settembre non sia solo una corona d'alloro, ma un giorno in cui noi giovani incontriamo la storia vera.
Ci chiedono una cosa sola: quando usciremo da quest'aula, ricordiamoci di quel NO. Portiamolo con noi.
Onore agli Internati Militari Italiani!
Viva i giovani liberi della nostra Provincia!
Viva l'Italia!
La memoria continua".